Il Castello
Anche il nostro fa parte di castelli posti su una strada importante di accesso alla Val Tidone. Verso il XII-XIII secolo ne sono sorti parecchi,
servivano ai dominatori di turno come centri di difesa nelle lotte frequenti a quei tempi tra il Comune cittadino e i vari Signori che si
alternavano nel dominio dei luoghi. La serie dei castelli della nostra zona formava come un campo trincerato. Possiamo ricordarne alcuni, oltre
Castelnovo: Rocca d'Olgisio, Boffalora, Agazzano, Pianello, Momeliano, Rezzanello, Monteventano, Montecanino, Monticello, Lisignano. Erano
tutti baluardi di centri feudali. Attorno a questi castelli c' erano anche molte chiese e relative parrocchie. Divennero centri anche
economici attorno ai quali si svolgeva spesso il mercato che, per quei tempi e luoghi senza botteghe vere e proprie, era di grande importanza
per commerciare i prodotti della terra e acquistare i prodotti artigianali locali o forestieri.
A Castelnovo, per un privilegio concesso da Ranucio Famese nel 1590, si teneva il mercato al mercoledì, oltre alla fiera di San Martino.
Il castello di Castelnovo è sorto certamente prima di tanti altri. Nel 1155 infatti Federico Barbarossa si ferma nel suo viaggio da Tortona al
centro Italia presso "castellum novum" che tutti gli storici pensano sia il nostro Castelnovo, alcuni dicono che l'avrebbe anche
saccheggiato, ma non è notizia certa per tutti. Non si tratta dell'attuale castello, ma di un altro, comunque vicino come
posizione, che andò del tutto distrutto in seguito a causa delle solite battaglie e assedi.
Ricostruito vicino al vecchio castello, fu degli Arcelli, dei Dal Pozzo e dei Marazzani.
Nel 1932 fu acquistato dal Principe genovese Gerolamo De Ferrari il quale fece eseguire notevoli lavori di restauro poi continuati dal
figlio Santino.
La Chiesa
Dopo la prima evangelizzazione era necessaria una certa organizzazione del servizio religioso, essendo sorti nuclei cristiani.
Ecco che verso il IX-X secolo dappertutto sorgono dei centri chiamati "Pievi".La
Pieve aveva una chiesa più grande, vi risiedeva un gruppo di preti, chiamati canonici, con un capo che si chiamava Arciprete.
Alla Pieve c'era il fonte battesimale e là si amministrava il battesimo per tutta la zona, vi si celebravano i funerali dei cristiani,
perché presso la Pieve c'era l'unico cimitero.
Nella nostra zona la Pieve o Chiesa matrice era quella di Bilegno, che aveva come suffraganee
queste chiese che poi progressivamente sono diventate quasi tutte parrocchie: Breno, Bruso, Campremoldo Sopra, Cantone, Castelnovo,
Fabbiano, Grintorto, Guardenago, Mottaziana, Tavernago e Visola.
Non è certa la data di fondazione della parrocchia, ma si può prendere per
buona la data del 1562, come affermato in una relazione ottocentesca. Si riporta anche la notizia che la
chiesa è stata consacrata nel 1573 e che essa è stata sempre dedicata a San Martino vescovo.
La Chiesa e la canonica di Castelnovo per circa tre secoli sono state sotto l'incubo di una frana. L'avvenimento tanto temuto si verifica nei
primi mesi del 1898 e gli edifici vengono dichiarati inagibili.
Si utilizza quindi per le funzioni parrocchiali il piccolo Oratorio dei Melzi situato al centro del paese e di proprietà del conte Antonio
Arcelli Fontana.
Tale situazione dura fino al 1910, quando il proprietario dell'oratorio dei Melzi non è più disponibile a far continuare le funzioni parrocchiali
all'interno dell'oratorio.
Il Parroco Don Giuseppe Sbuttoni che si era insediato a metà anno del 1948 ottiene, nel novembre dello stesso anno dal principe Don
Santino De Ferrari e dalla di lui madre Maria della Zoppa ved. De Ferrari, proprietari del Castello di Castelnovo, una somma di denaro ed
un ettaro di terreno lungo la provinciale Borgonovo - Pianello, vicino al paese, con la condizione che ivi sorgesse la nuova chiesa con annessa
canonica. Il progetto, preparato gratuitamente dall'Ing. Lorenzo Corso, con il contributo della popolazione che offerse, oltre al denaro anche un certo
numero di giornate di prestazione gratuita, del Genio Civile di Piacenza, del Fondo per il Culto e del Provveditorato alle OO.PP.
dell'Emilia, fu finalmente avviato e la nuova Chiesa fu benedetta il 13 ottobre del 1957 dal vescovo Malchiodi e consacrata il 24 agosto
del 1958 dal vescovo Samorè.
Nel 1960 l'abside è stato dipinto, ad opera del Prof. Luciano Ricchetti,
con un grandioso affresco rappresentante il "Trionfo della Croce".
La Chiesa di Castelnovo possiede altre importanti opere d'arte:sopra i due piloni, ai lati della balaustra si erge il gruppo
dell'Annunciazione in marmo di Verona, a sinistra la statua dell'Arcangelo Gabriele ed a destra quella della Vergine. Le statue sono
opera dello scultore piacentino Prof. Paolo Perotti.
Al centro dell'altare è collocata la statua lignea della Madonna del Rosario, già nella chiesa vecchia, riferibile a Giovanni Setti, o Seti,
o Sceti, detto il Romano (Varallo Sesia, 1654 - Piacenza, 1715). Da ricordare infine il portale principale in mogano che riporta la vita di
San Martino, soldato e vescovo, scolpito anch'esso da Paolo Maserati.
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